MassimoRuggero
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ECOMUSEO COLOMBIANO-Storytelling

Presentazione Progetto Ecomuseo
COLOMBO INTERNATIONAL HERITAGE DAY. GENOVA 2021
ECOMUSEO INTERNAZIONALE DEL CAMMINO COLOMBIANO
di Massimo Ruggero
«Eccellentissimi re, in età giovanissima cominciai a navigare e continuo ancor oggi. La stessa arte induce chi la segue a desiderare di conoscere i segreti di questo mondo…»
(Testo della lettera nota come “Arte de navegar”, 1545)
Partirà da Genova, il 12 ottobre 2021, nel giorno della scoperta delle Americhe, il viaggio moderno di Cristoforo Colombo verso il Nuovo Mondo. Sarà un Colombo International Heritage Day, ovvero una rassegna internazionale dedicata al grande personaggio che darà avvio dal capoluogo ligure alle Rotte moderne del Cammino colombiano. Un importante percorso storico di valorizzazione della figura dell’esploratore genovese e dei suoi percorsi culturali progettato da Massimo Ruggero, Presidente del Club per UNESCO di Genova Città Metropolitana, che sviluppa anche la curatela e il lancio scientifico del progetto a livello nazionale e internazionale. Un progetto che valorizza Genova e gli orizzonti aperti della sua storia e intende realizzare, insieme alle rappresentanze dell’UNESCO, un percorso di Turismo Culturale globale e condiviso, mettendo a valore il suo Patrimonio Tangibile e Immateriale, soprattutto quello storico, culturale e antropologico, sviluppando così un modello di diffusione sinergico per un’economia creativa sostenibile in conformità con gli SDGs dell’Agenda 2030.
Il 2021 è stato l’Anno Internazionale dell’Economia Creativa per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e l’economia creativa è stata riconosciuta come un potente strumento per il bene in grado di generare mezzi di sussistenza, come come la coesione sociale e lo sviluppo economico attraverso il commercio di beni e servizi creativi. L’annuncio riconosce inoltre il ruolo delle industrie creative nel sostenere l’imprenditorialità, stimolare l’innovazione e responsabilizzare le persone, compresi i giovani e le donne, altresì preservando e promuovendo il Patrimonio culturale e la diversità.
Cosa potrebbe esserci di più appropriato quando si entra in una nuova era dell’attenzione dedicata alla creatività e al ruolo che può svolgere nell’aiutarci a realizzare l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile? Più che mai, abbiamo bisogno del pensiero creativo, dell’innovazione e della risoluzione dei problemi per immaginarci fuori dal solco in cui siamo e ci siamo trovati. Le industrie creative, la linfa vitale dell’economia creativa stessa, un concetto in continua evoluzione che si basa sull’interazione tra creatività, idee umane, proprietà intellettuale, conoscenza e tecnologia, sono nella posizione ideale per poter realizzare questi essenziali propositi. Con un decennio ancora per raggiungere gli SDGs, è giunto il momento di mappare e dimostrare chiaramente come la cultura e la creatività si possano inserire al meglio nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Dobbiamo anche restare coesi per innovare il modo su come finanziare gli obiettivi creativi e culturali all’interno degli SDGs.
Il progetto relativo agli itinerari colombiani sarà collocato e veicolato anche all’interno del Salone dell’Arte Contemporanea e del Turismo Culturale per l’UNESCO che prende forma dai programmi condivisi di UNESCO Melilla e Genova, quale nuovo strumento operativo nella ricerca di soluzioni praticabili allo Sviluppo Sostenibile, che invita alla sinergia e alla collaborazione progettuale con le rappresentanze del Mediterraneo e mondiali che vorranno aderire, abbracciare e alimentare i percorsi turistici e culturali anche nei loro Paesi.
Il momento per proporre la nostra progettualità è coerente anche con il culmine di un decennio di slancio trainato altresì dall’economia creativa. Dal 2008 ad oggi, molteplici rapporti di Agenzie delle Nazioni Unite come UNESCO, UNDP e UNCTAD hanno preparato la scena per una migliore comprensione dell’economia creativa e hanno fornito strumenti per aiutarci a “quantizzare” la cultura e la creatività. Ciò significa che nel 2015 creatività e cultura erano all’ordine del giorno per l’elaborazione degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs), che hanno portato alla loro inclusione principalmente nell’SDG 8, ma anche negli SDGs 9, 11, 12 e 17. Oggi possiamo affermare che i risultati dell’economia creativa negli ultimi due decenni sono indicativi sia del suo impatto che del suo potenziale. Secondo le stime del 2015-2021 dell’UNESCO e della società di consulenza professionale EY, il contributo delle industrie creative, pur rivisto al ribasso a causa delle drammatiche vicende pandemiche, continuerà ad impattare il PIL globale per oltre il 3%.
Il Progetto e gli Strumenti Operativi per la Valorizzazione del Patrimonio Colombiano
(…) Cinquecento anni fa Cristoforo Colombo ha lanciato la sua sfida al mondo e da allora il mondo continua a raccoglierla, affascinato dal mito di un uomo capace di superare le barriere della conoscenza. Una scoperta rivoluzionaria che non consiste soltanto nel recarsi in un luogo sconosciuto, ma anche saperne tornare, conoscere, sperimentare, rischiare, oltrepassare confini dati, reali e mentali, laici e religiosi. Colombo ci ha lasciato un patrimonio, oggi più che mai oggetto di nuove discutibili interpretazioni, scissioni e critiche violente a cui molte comunità mondiali, ovviamente in America, si riferiscono. Quello che è stato intaccato, grazie ad un’analisi in chiave decoloniale, è stato l’impatto e la narrativa con la quale si dipinge oggi quell’avvenimento. Il 12 ottobre del 1492 fu “scoperta l’America” secondo la visione europea (si veda il riferimento al Columbus Day negli Stati Uniti e al Discovery Day proprio alle Bahamas, terra del primo approdo colombiano all’arcipelago Watling) che in questo modo toglie intrinsecamente dignità all’esistenza di popolazioni indigene ancestrali che abitavano quelle terre prima che le caravelle arrivassero a San Salvador. In questa visione, dunque, l’America era “coperta” prima del nostro arrivo, silente e ininfluente per la Storia. Con questa narrativa si rende implicito, dunque, che l’America assume importanza solo in quanto entra in contatto con l’Europa e non in quanto soggetto a sé stante. Si è decostruito dunque il senso storico dell’accadimento dandogli una nuova narrativa, una nuova re-significazione che evade dalla visione discriminatoria, offensiva e colonialista che oggi si vuole prevalentemente attribuire. Ma queste non sono le coordinate intellettuali con cui interpretare un personaggio storico epocale e le ragioni del suo operato. Ben lungi dal voler assegnare o attribuire connotazioni manipolabili di stampo politico ed ideologico, vogliamo soltanto analizzare e comprendere in “maniera modulare” il valore immenso della scoperta, soprattutto evidenziandone le indiscutibili implicazioni storiche e antropologiche che l’avvenimento ha segnato per la storia dell’umanità.
Unitamente alle rappresentanze istituzionali sul territorio di Genova e Liguria, in nome degli altissimi e limpidi valori dell’UNESCO e sotto l’egida delle Nazioni Unite, è stato così possibile tracciare una nuova strada progettuale per ricordare più vividamente il grande esploratore genovese e condividere con la nostra amata Superba la sua enorme tradizione storica, culturale e antropologica. Sarà l’occasione anche per presentare al mondo una “nuova immagine” dell’Ammiraglio, attraverso il modello ligure e genovese del “saper fare” che così tanto, dopo le recenti angosce e “disavventure”, ha impressionato il mondo per efficienza e coerenza istituzionale. Un esploratore, dunque, come simbolo moderno della nostra Liguria e del Bel Paese al centro di un nuovo processo di visione e di innovazione del futuro e dello sviluppo. Davvero per tutti.
Il progetto articolato mira anche a presentare al mondo e condividere la tradizione, il patrimonio storico e i beni culturali, ma anche la moderna innovazione italiana proprio attraverso la cultura storica e la valorizzazione delle ricchezze e dei turismi culturali. Valori unici che rappresentano anche le nostre eccellenze a livello mondiale e che ci contraddistinguono, legandosi al Made in Italy che sempre più necessita di una vera azione incisiva in grado di scuotere e attrarre al contempo istituzioni, rappresentanze culturali e imprenditori italiani presenti in tutto il mondo.
Il convegno organizzato in occasione del Columbus International Heritage Day di Genova 2021, sarà solo l’ultimo atto di un percorso articolato e complesso di avvicinamento alla data della scoperta del Nuovo Mondo, attraverso una serie di eventi, rassegne e momenti informativi sul tema che abbiamo programmato e che si terranno a Genova fino alla data della ricorrenza. Per l’occasione, verranno presentati ufficialmente gli strumenti operativi istituzionali realizzati sul territorio genovese metropolitano dal Club per UNESCO di Genova che ha già avviato accordi di cooperazione con alcune istituzioni estere come il Club per UNESCO di Melilla, i circuiti di Spagna e Portogallo e le importanti rappresentanze statunitensi e caraibiche.
Si lavorerà sui percorsi internazionali attorno a questa icona storica; itinerari condivisi anche in altri Paesi che prenderanno parte al ricco percorso di valorizzazione del patrimonio e paesaggio attivo attraverso cui si definiscono le tappe colombiane tracciate da Massimo Ruggero. La condivisione e la replicabilità degli itinerari turistico culturali, l’individuazione di punti di interesse storico-culturali legati agli itinerari colombiani stessi, il coinvolgimento delle comunità locali calate in una più ampia strategia di cooperazione internazionale con altre realtà mediterranee e d’oltreoceano anche seguendo le linee guida dettate da UNESCO, consentiranno al progetto di inaugurare The Modern Route o La Nueva Ruta del Cammino Colombiano Contemporaneo.
Il progetto intende infatti consolidare importanti sinergie anche con i Paesi esteri dove le nostre comunità sono storicamente ben radicate e presenti. Percorsi definiti di turismo culturale e delle radici che possono ulteriormente consolidare il circuito turistico di Genova e della Regione Liguria con molte rappresentanze estere con cui sono già avviati accordi di cooperazione e di interscambio culturale attraverso i nostri canali e network. La visibilità, l’ambizione progettuale e la dimensione internazionale dell’evento non poteva non attrarre da subito l’interesse di alcuni soggetti privati, insieme ad importanti Fondazioni e Associazioni statunitensi che stanno definendo la propria partecipazione all’evento. Alla rassegna prenderanno parte inoltre importantissime autorità governative e accademiche in rappresentanza di Spagna, Portogallo, Stati Uniti e Canada e di ulteriori associazioni internazionali presenti in America Latina e Caraibi.
Il progetto è frutto altresì di una riflessione sulle potenzialità offerte dallo sviluppo del turismo esperienziale e storico-culturale: nello specifico il piano di lavoro ha voluto dare vita ad un ecomuseo tematico che si sviluppi intorno al sentiero colombiano che da Terrarossa di Moconesi (oggi Terrarossa Colombo) arriva a Quinto al mare, a Genova, passando per le fasce alle spalle di Nervi per una distanza di oltre 19 chilometri che segue quello che storicamente fu il tragitto della famiglia degli avi di Cristoforo Colombo, lungo l’antichissima mulattiera che dalla Fontanabuona conduceva a Genova.
Un ecomuseo, unico al mondo, in grado di valorizzare il sentiero storico colombiano che attraversa attualmente i Comuni di Moconesi, Tribogna, Uscio, Lumarzo, Sori, Pieve Ligure, Bogliasco e Genova. Ma che soprattutto sia un progetto strategico di promozione e tutela del patrimonio e della cultura identitaria dei luoghi attraversati.
A tal proposito è bene ricordare che il percorso offre tantissimi spunti turistici dalle grandi potenzialità: lo stesso percorso era conosciuto un tempo anche come via “dell’ardesia” o via “del pane”, in cui si identificano quei percorsi della Val Fontanabuona, che dalle cave poste in prossimità dei crinali, scendono fino al fondo valle e alla costa. Questi sono sentieri che sono stati percorsi per secoli per trasportare le lastre di ardesia dai luoghi di estrazione fino al mare. Ripercorrerli oggi aiuta a comprendere la storia e soprattutto riscoprire un entroterra unico con paesaggi mozzafiato e punti di interesse culturale, naturalistico e artistico che con il nostro Atlante UNESCO vorremmo mappare e valorizzare. Non è infatti ai più noto che lungo il percorso si incontrano numerosi punti di interesse storico, come i ruderi dell’antico castello genovese sulla cima del Monte Tuggio, i ruderi di una chiesetta e dell’antico hospitalis di San Giacomo di Pozzuolo, una sorta di foresteria sul monte sovrastante Pieve e Bogliasco, operativo tra il 1200 e il 1500. Lungo il tragitto si incontra uno sbalzo vicino al Passo dei Casetti sul versante della Fontanabuona, denominato “u ballou de strie”, il ballatoio delle streghe, chiamato così per i rumori notturni degli animali. Inoltre, ci sono anche le cave storiche di Monte Rosso, dove si trovano i resti di vecchi macchinari e ardesie già lavorate e abbandonate intorno agli anni ’30. Alcune cave sono in galleria, altre all’aperto e l’acqua piovana ha creato al loro interno piccoli laghi, per cui in questo tratto è necessario prestare attenzione e non avvicinarsi. Sopra Nervi una tappa con vista sul mare è la cappella porticata di San Rocco. Ciò solo per citare alcuni degli itinerari colombiani a Genova e nella città metropolitana che rimarcheremo con il nostro Atlante, uno strumento etnografico che mira a valorizzare i territori, il patrimonio materiale e il paesaggio attivo della nostra città e regione insieme alle comunità locali.
Con il cammino colombiano dell’ecomuseo intendiamo incontrare proprio le comunità stesse che ancora conservano pressoché intatte le loro ancestrali tradizioni, espressione di un patrimonio identitario materiale e immateriale esclusivo a pochi chilometri da Genova e che la rappresentanza di UNESCO sul territorio genovese intenderebbe ulteriormente mettere in risalto e preservare. Un percorso che proponga Il Cammino Colombiano e i Comuni attraversati come un grande laboratorio culturale e sociale, di rilevanza nazionale ed europea, luogo di sperimentazione di metodologie e buone pratiche per il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Non un contributo che si limiti a garantire la realizzazione di attività ma un vero e proprio investimento nel tempo che presupponga linee progettuali solide, pratiche di monitoraggio reali e un ritorno concreto che lasci una traccia in sistemi culturali vivi, capaci di generare, comunicare e sostenersi.
È necessario inoltre porre particolare attenzione ai progetti e ai laboratori di educazione allo sviluppo che vedranno coinvolti i nostri giovani, gli alunni delle scuole primarie e scuole secondarie di primo e secondo grado. È necessario, anzi vitale, portare la verità e la cultura del bello, dell’unione, della scoperta, dell’avventura, del rispetto, per gli uomini e per l’arte, ai nostri giovani, sempre più oggetto di informazioni fuorvianti, mistificate e troppo spesso strumentali.
La presenza e il patrocinio delle istituzioni locali coinvolte, così come quella del Presidente della Regione Liguria e del Sindaco di Genova, rappresenterà non solo un momento di condivisione e di impegno per la difesa di un’icona di Genova nel mondo, ma anche una testimonianza ideale e naturale per difendere e rappresentare l’immagine di una società moderna che abbraccia ideali di cooperazione culturale in un momento storico così delicato. ©
Massimo Ruggero
Presidente Club per UNESCO Genova Città Metropolitana
Progettista e Direttore scientifico del Columbus Heritage Day © – International Programme
Club per UNESCO Genova Città Metropolitana © copyright 2022
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International Arts Education Week
In occasione della International Arts Education Week 2020, la Settimana internazionale dell’Educazione alle Arti, il CLUB per UNESCO di GENOVA Città metropolitana insieme a UNIVART e IAA/ AIAP, INDIA, partner ufficiale dell’UNESCO, hanno ritenuto importante organizzare un meeting internazionale, che darà avvio a sette giorni di importanti lavori sotto l’egida di UNESCO, l’Organizzazione mondiale per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.
Il seminario del 25 Maggio alle ore 20.30, sui canali social delle Associazioni partner di Genova e Calcutta, aprirà i lavori del meeting che proseguiranno nei giorni successivi con un ricco programma di attività culturali ed esposizioni artistiche online fino al 31 Maggio 2020. L’incontro inaugurale vedrà coinvolti artisti nazionali e internazionali, Università e note Gallerie d’arte.
Il progetto, così come è stato pensato e realizzato da Massimo Ruggero e Manaj Saha, presidenti delle importanti rappresentanze internazionali per l’UNESCO, si configura come uno strumento attuale di condivisione artistica e sociale in grado di avviare percorsi e trame stilistiche che possano valorizzare in questo dibattito allargato il pensiero artistico dei suoi protagonisti. Uno slargamento mnesico di quelle proprietà estetiche finalizzate al raggiungimento delle più elevate dimensioni artistiche e creative. Fino a diventare un fervido strumento di cooperazione sociale con cui scambiare la cultura etnica e le tradizioni con i Paesi del mondo, non solo quelli coinvolti nel progetto.
Il nostro meeting inaugurale, infatti, così come l’intero programma internazionale di ResiliART, funziona da progetto pilota e intende valorizzare e rafforzare, attraverso la condivisione della riflessione e del vissuto esperienziale, le proprietà estetiche e mentali più elevate con cui ogni “soggetto creativo” è in grado di raggiungere determinate dimensioni artistiche. Ma è altresì una occasione per condividere la propria cultura e attuare fervidi interscambi di cultura etnica con il resto del mondo. In questi tempi terribili, quando il mondo sta combattendo una guerra per salvaguardare la salute, le battaglie con l’economia e i conflitti sociali creano ulteriori barriere.
La crisi sanitaria causata dal nuovo coronavirus ha fatto precipitare l’economia globale in una recessione. La maggior parte delle proprietà del patrimonio mondiale dell’UNESCO sono state chiuse e congelate, insieme a istituzioni culturali e musei che solo recentemente stanno iniziando a ripartire. Gli artisti però stanno lottando e continuerano a farlo per sopravvivere, poiché il loro mezzo di reddito si è quasi totalmente “dissolto”.
L’UNESCO, a tal fine, il 15 aprile scorso, ha lanciato il Movimento ResiliArt per far luce sulle misere condizioni dell’industria creativa e sulle voci di resilienza degli artisti. Il movimento mira a condurre una conversazione globale tra tutte le personalità nel campo dell’arte per ritrarre le loro esperienze di lotta. AIAP/IAA INDIA e il CLUB per UNESCO di Genova Metropolitana, a sostegno del Movimento hanno pertanto deciso di continuare ad esplorare e promuovere la ResiliArt come tema centrale durante la celebrazione della International Arts Education Week 2020.
In questo momento di crisi, in cui il mondo continua a soffrere di traumi economici e psicologici, l’arte è diventata una delle poche fonti primarie di conforto. Stiamo vivendo un processo di resilienza sia naturale che necessario per poter reagire e continuare a costruire. La condizione di essere radicali nella propria prospettiva sarebbe il prerequisito fondamentale per combattere l’ignoto. Il pensiero radicale e intellettuale può aiutare le persone a sviluppare le proprie capacità estetiche per accettare e superare i pericoli del presente con riferimento alle espressioni creative di tutte le età.
L’arte è una manifestazione intrinseca che si manifesta attraverso idee estetiche e suggestioni e che traduce ogni emozione che si appalesa nell’animo e nella mente di un soggetto attraverso ogni qualsivoglia tipologia di rappresentazione dalle più inimmaginabili forme e colori. Rabindranath Tagore, celebre filosofo e artista calcuttiano, nonché massima espressione di un umanesimo poetico transculturale, aveva più volte sottolineato nel suo straordinario corpus letterario -che gli valse il Nobel alla letteratura nel 1913- che “In Art, man reveals himself and not his objects” ovvero “nell’arte l’uomo rivela se stesso e non i suoi oggetti”.
L’eterno viaggio nell’esplorazione del mondo dell’arte nell’uomo ha perciò inizio con l’ampliamento delle capacità di osservazione e immaginazione cosciente di un bambino e il potenziamento delle sue abilità con cui sia possibile rappresentare quelle forme. La ricerca artistica internazionale dovrebbe perciò aiutare il bambino ad esprimere il suo mondo interiore attraverso il mezzo dell’arte con linee guida maggiormente definite e perfette, con colori vibranti. Un bagaglio di valori autoindotti, acquisiti per appartenenza ad una cultura, che possono venire accesi dalla conoscenza dell’arte che fa propria il patrimonio di varie tradizioni attraverso i secoli.
Ma non sempre le condizioni sociali, culturali e politiche di un popolo o di una nazione rendono possibile queste esigenze, necessità educative.
Il Club UNESCO di Genova si unisce pertanto alle importanti rappresentanze artistiche indiane e formula un accurato appello internazionale per il miglioramento e il pieno riconoscimento delle condizioni che possano permettere ai giovani, fin dalla loro prima infanzia, di iniziare un cammino d’arte che sia consapevole e ancor più guidato dalle istituzioni culturali. Sfortunatamente, però, l’educazione artistica per i bambini in molti Paesi in via di sviluppo e in altri stati socialmente complessi, come in India, non ha di fatto alcun interesse particolare nella storia della pittura e nello sviluppo delle abilità pittoriche in modo scientifico e graduale.
L’educazione sistematica all’arte inizia a livello universitario, quando si accede a qualsiasi Art College. Molto frequentemente i primi 18 anni di un periodo di vita molto libero e produttivo di un “appassionato di arte che vorrebbe diventare pittore” sono trascorsi con una sperimentazione arbitraria che fa affidamento solo sui propri sforzi, quasi senza una guida adeguata e sistematica.
Così come vengono orientati dal cosiddetto “insegnante d’arte” che per la maggior parte delle sua attività personali si trova quasi “naturalmente costretto” a diventare un insegnante solo per il fatto di avere un po’ di abilità artistiche innate, ma non una vera e propria conoscenza dell’Arte e della mentalità artistica. O ancor più, e peggio, un’abilità veramente sviluppata e riconosciuta. Recenti studi e ricerche avviate da UNICEF e UNDP rivelano che una ampia fascia percentile di studenti universitari d’arte, oltre il 64% dei soggetti diplomati o laureati in materie artistiche e che sono esperti e dotati di reali abilità artistiche diventano insegnanti d’arte o gestiscono scuole d’arte per bambini, però proprio all’estero ma non nei propri paesi di appartenenza.
Il curriculum prevede di condurre un gran numero di bambini dell’India e dei Paesi in via di Sviluppo a seguire un reale programma d’arte per alimentare le potenzialità della loro mente estetica, il potere dell’immaginazione, l’abilità creativa e quindi innescare in loro stessi uno condizione forte e raffinata della coscienza umana. Ciò che aiuterebbe le generazioni future della razza umana nel suo insieme ad abbattere uno stato mentale ideale, ovvero pacifico, consapevole, amabile, luminoso e felice; condizioni ascetiche per elevarsi a uno stato mentale universale più consapevole e radicale ma soprattutto creativo. L’arte, come parte integrante della vita, è sempre stata un pilastro di sostegno nel momento di angoscia.
Come ha sottolineato Pablo Picasso, “L’arte lava via dall’anima la polvere della vita di tutti i giorni.” L’arte in una società ferita piena di crepe è uno strumento e un simbolo di rinascita.
Diventa un’icona concreta, pronta a vincere la più importante moderna, ultima battaglia. Ci aspettiamo dunque il sostegno e l’incoraggiamento di artisti e appassionati d’arte nella ricerca dell’arte da ogni parte del mondo, per diffondere il potere curativo della creatività nel momento in cui, una volta di più, vi è la necessità di dover lottare per il miglioramento di una condizione professionale e della vita.
Massimo RUGGERO (Presidente Club per UNESCO Genova Città Metropolitana)

